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	<title>Comments for Comitato Rive di Laglio</title>
	<link>http://rivedilaglio.com</link>
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	<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 11:04:54 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Comment on  by buio</title>
		<link>http://rivedilaglio.com/2007/04/16/23/#comment-89</link>
		<author>buio</author>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 20:50:46 +0000</pubDate>
		<guid>http://rivedilaglio.com/2007/04/16/23/#comment-89</guid>
					<description>FASI OPERATIVE del tavolo  
STUDIO
1) Censimento puntuale e classificazione
Raccolta dati con scheda tipo :
Chiave storica ,elenco materiali, essenze 
Destinazione d’uso 
Rilievi fotografici
Elaborazioni di mappe urbanistiche






2) Analisi dei dati del censimento 
Individuazioni di strumenti di tutela differenziata
Indicazioni delle modalità di intervento ammesse
Predisposizione di norme e di indirizzi di carattere estetico- architettonico
3) Esemplificazione delle modalità di recupero
Elaborati grafici inerenti le modalità corrette del recupero degli elementi architettonici
materiali, colori, ecc,)
Predisposizione di linee guida per l'utilizzo di 
tecniche e materiali eco-compatibili
4) Esemplificazione delle
tecniche e tipologie di realizzazione delle nuove 
edificazioni 
proposta di un piano del verde
proposta di un piano del colore
Adeguamento degli strumenti urbanistici del Comune di Laglio

Modifica del Regolamento Edilizio Comunale

Tematiche 
Consumo zero del territorio senza finalizzazione delle utilizzo  compatibile al paesaggio  

Accessibilità integrata e occultata 

Standars qualitativi dedicati ai Servizi alla persona

Studio della mobilità (piano regolatore del tempo e orari)

Materiali di costruzione  ecocompatibili schede

Ciclo integrato acque  chiuso  progetto tipo

Piano calore esplorando risorse nel geotermico dalle biomasse , solare

Individuazione dei  centri attrattori in scala di bacino

Censimento dei panorami e coni di visuale pregiata

Lago balneabile

Centro civico

Copertura con larga banda

Urp interattivo  

Piano parcheggi  nel sottosuolo , mascheramenti

Raccolta differenziata  porta  a porta   

Piano di distribuzione  , rete acquedotto , approvvigionamento  sorvegliato e automatizzato
Piano di emergenza inquinamento

Risanamento della montagna paesaggi  agricoli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>FASI OPERATIVE del tavolo<br />
STUDIO<br />
1) Censimento puntuale e classificazione<br />
Raccolta dati con scheda tipo :<br />
Chiave storica ,elenco materiali, essenze<br />
Destinazione d’uso<br />
Rilievi fotografici<br />
Elaborazioni di mappe urbanistiche</p>
<p>2) Analisi dei dati del censimento<br />
Individuazioni di strumenti di tutela differenziata<br />
Indicazioni delle modalità di intervento ammesse<br />
Predisposizione di norme e di indirizzi di carattere estetico- architettonico<br />
3) Esemplificazione delle modalità di recupero<br />
Elaborati grafici inerenti le modalità corrette del recupero degli elementi architettonici<br />
materiali, colori, ecc,)<br />
Predisposizione di linee guida per l&#8217;utilizzo di<br />
tecniche e materiali eco-compatibili<br />
4) Esemplificazione delle<br />
tecniche e tipologie di realizzazione delle nuove<br />
edificazioni<br />
proposta di un piano del verde<br />
proposta di un piano del colore<br />
Adeguamento degli strumenti urbanistici del Comune di Laglio</p>
<p>Modifica del Regolamento Edilizio Comunale</p>
<p>Tematiche<br />
Consumo zero del territorio senza finalizzazione delle utilizzo  compatibile al paesaggio  </p>
<p>Accessibilità integrata e occultata </p>
<p>Standars qualitativi dedicati ai Servizi alla persona</p>
<p>Studio della mobilità (piano regolatore del tempo e orari)</p>
<p>Materiali di costruzione  ecocompatibili schede</p>
<p>Ciclo integrato acque  chiuso  progetto tipo</p>
<p>Piano calore esplorando risorse nel geotermico dalle biomasse , solare</p>
<p>Individuazione dei  centri attrattori in scala di bacino</p>
<p>Censimento dei panorami e coni di visuale pregiata</p>
<p>Lago balneabile</p>
<p>Centro civico</p>
<p>Copertura con larga banda</p>
<p>Urp interattivo  </p>
<p>Piano parcheggi  nel sottosuolo , mascheramenti</p>
<p>Raccolta differenziata  porta  a porta   </p>
<p>Piano di distribuzione  , rete acquedotto , approvvigionamento  sorvegliato e automatizzato<br />
Piano di emergenza inquinamento</p>
<p>Risanamento della montagna paesaggi  agricoli</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Comment on Benvenuti! by aguzzo  spesso</title>
		<link>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-19</link>
		<author>aguzzo  spesso</author>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2007 16:08:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-19</guid>
					<description>Caro presidente
Te la senti di programmare un progettino?
A Laglio  si potrebbe ad Esempio realizzare  , un prototipo della casa del futuro che riunisce diversi sistemi a basso consumo di energia ed è la prima ad avvicinarsi al traguardo del certificato “carbon free”, riuscendo quasi ad azzerare le emissioni di CO2. Progettata da  giovani progettisti Laghee  e costruita da da imprese  locali  che potrà ricevere  5 stelle , in ocomomicità 
Le sue caratteristiche dovranno essere: 

- acqua calda prodotta da energia rinnovabile al 100%, attraverso pannelli solari, turbine montate sul tetto e pannelli fotovoltaici;pompe di calore ecc
- un sistema che riutilizza per lo sciacquone del water le “acque grigie” provenienti dalla doccia e dalla vasca da bagno;
- tutti i rubinetti e le docce sono progettati per un basso consumo di acqua;
- la casa, di 110 mq, dovrà aperta e flessibile, in modo che il piano terra possa essere separato ed utilizzato come appartamento o ufficio  negozio indipendente dal resto della casa; 
- chiusure a tenuta d'aria garantiscono alti livelli di isolamento;
- un rilevatore di calore apre e chiude delle prese d’aria per assicurare una temperatura costante;
- gli elementi in legno provengono da risorse rinnovabili, la progettazione e la costruzione garantiscono emissioni di CO2 pari a zero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro presidente<br />
Te la senti di programmare un progettino?<br />
A Laglio  si potrebbe ad Esempio realizzare  , un prototipo della casa del futuro che riunisce diversi sistemi a basso consumo di energia ed è la prima ad avvicinarsi al traguardo del certificato “carbon free”, riuscendo quasi ad azzerare le emissioni di CO2. Progettata da  giovani progettisti Laghee  e costruita da da imprese  locali  che potrà ricevere  5 stelle , in ocomomicità<br />
Le sue caratteristiche dovranno essere: </p>
<p>- acqua calda prodotta da energia rinnovabile al 100%, attraverso pannelli solari, turbine montate sul tetto e pannelli fotovoltaici;pompe di calore ecc<br />
- un sistema che riutilizza per lo sciacquone del water le “acque grigie” provenienti dalla doccia e dalla vasca da bagno;<br />
- tutti i rubinetti e le docce sono progettati per un basso consumo di acqua;<br />
- la casa, di 110 mq, dovrà aperta e flessibile, in modo che il piano terra possa essere separato ed utilizzato come appartamento o ufficio  negozio indipendente dal resto della casa;<br />
- chiusure a tenuta d&#8217;aria garantiscono alti livelli di isolamento;<br />
- un rilevatore di calore apre e chiude delle prese d’aria per assicurare una temperatura costante;<br />
- gli elementi in legno provengono da risorse rinnovabili, la progettazione e la costruzione garantiscono emissioni di CO2 pari a zero.</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Comment on Benvenuti! by aguzzo  spesso</title>
		<link>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-18</link>
		<author>aguzzo  spesso</author>
		<pubDate>Sun, 06 May 2007 08:43:05 +0000</pubDate>
		<guid>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-18</guid>
					<description>la corteccia del duro si sgretola
segni di cedimento ,nella scelta del muro contro miro
azioni di convergenza

ma siamo ancora lontani
noi soa pronti a discute ,abboamo i progetti calibrati a dimensione uomo

non abbiamo perso tempo
ci siamo documentati su tutto 
e presto siamo  operativi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la corteccia del duro si sgretola<br />
segni di cedimento ,nella scelta del muro contro miro<br />
azioni di convergenza</p>
<p>ma siamo ancora lontani<br />
noi soa pronti a discute ,abboamo i progetti calibrati a dimensione uomo</p>
<p>non abbiamo perso tempo<br />
ci siamo documentati su tutto<br />
e presto siamo  operativi</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Comment on Benvenuti! by elisabetta</title>
		<link>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-17</link>
		<author>elisabetta</author>
		<pubDate>Thu, 03 May 2007 12:17:34 +0000</pubDate>
		<guid>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-17</guid>
					<description>sono andata a dare un'occhiata rapida alla legislazione regionale in materia di valutazione di impatto ambientale:

http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/_s.155/606/.cmd/ad/.ar/sa.link/.c/502/.ce/628/.p/408?PC_408_linkQuery=pagename=PortaleLombardia/GenDoc/PL_GenDoc_light_territorio,c=GenDoc,cid=1101886359371#628

purtroppo sul sito non ho trovato nessuna azione che il cittadino possa intraprendere per richiedere una valutazione di impatto ambientale: il cittadino può solo presentare le proprie osservazioni una volta che la procedura è stata avviata, eppure io ricordo che la legislazione europea prevede esplicitamente l'iniziativa del cittadino, se egli ritiene che l'opera violi la legge. Il sindaco inoltre è obbligato per legge a tener conto dell'opinione dei cittadini ed avviare una procedura partecipata con gli interessati, finchè non si trova una proposta accettabile per tutti.
In caso di mancata trasparenza o di procedure non rispettate ci si può sempre rivolgere al TAR o addirittura a Bruxelles.

la cosa migliore, vista l'arroganza del sindaco, se già non l'avete fatto, è rivolgersi ad una associazione per la tutela del cittadino, che vi fornisca gli strumenti legali adatti per far valere i vostri diritti.

elisabetta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono andata a dare un&#8217;occhiata rapida alla legislazione regionale in materia di valutazione di impatto ambientale:</p>
<p><a href="http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/_s.155/606/.cmd/ad/.ar/sa.link/.c/502/.ce/628/.p/408?PC_408_linkQuery=pagename=PortaleLombardia/GenDoc/PL_GenDoc_light_territorio,c=GenDoc,cid=1101886359371#628" rel="nofollow">http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/_s.155/606/.cmd/ad/.ar/sa.link/.c/502/.ce/628/.p/408?PC_408_linkQuery=pagename=PortaleLombardia/GenDoc/PL_GenDoc_light_territorio,c=GenDoc,cid=1101886359371#628</a></p>
<p>purtroppo sul sito non ho trovato nessuna azione che il cittadino possa intraprendere per richiedere una valutazione di impatto ambientale: il cittadino può solo presentare le proprie osservazioni una volta che la procedura è stata avviata, eppure io ricordo che la legislazione europea prevede esplicitamente l&#8217;iniziativa del cittadino, se egli ritiene che l&#8217;opera violi la legge. Il sindaco inoltre è obbligato per legge a tener conto dell&#8217;opinione dei cittadini ed avviare una procedura partecipata con gli interessati, finchè non si trova una proposta accettabile per tutti.<br />
In caso di mancata trasparenza o di procedure non rispettate ci si può sempre rivolgere al TAR o addirittura a Bruxelles.</p>
<p>la cosa migliore, vista l&#8217;arroganza del sindaco, se già non l&#8217;avete fatto, è rivolgersi ad una associazione per la tutela del cittadino, che vi fornisca gli strumenti legali adatti per far valere i vostri diritti.</p>
<p>elisabetta</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Comment on Benvenuti! by aguzzo  spesso</title>
		<link>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-16</link>
		<author>aguzzo  spesso</author>
		<pubDate>Tue, 01 May 2007 12:04:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-16</guid>
					<description>vi propongo un tema:
econmia del lago .la dialettica tra nuovo e antico.
rivedi laglio .</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vi propongo un tema:<br />
econmia del lago .la dialettica tra nuovo e antico.<br />
rivedi laglio .</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Comment on Benvenuti! by aguzzo  spesso</title>
		<link>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-15</link>
		<author>aguzzo  spesso</author>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2007 19:37:08 +0000</pubDate>
		<guid>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-15</guid>
					<description>Sono sempre stato convinto che l’urbanistica sia una parte della politica, o meglio, un’attività connaturata alla politica. Per urbanistica qui intendo la formazione degli atti di governo del territorio, in particolare il futuro pgt, che continua a essere, almeno a laglio, un caposaldo nel quadro dei poteri comunali. In questo, l’urbanistica è diversa dall’architettura. Per un architetto è d’importanza vitale disporre, nei confronti del committente, di sostanziali margini di autonomia nella concezione formale dell’opera, essendo la forma la ragione essenziale della professione di architetto. Al contrario, nel caso dell’urbanistica, l’autonomia del progettista di un Piano nei confronti della committenza istituzionale è, secondo me, un errore. Spesso irrimediabile. Errore opposto, ancora più grave e molto più diffuso, sta nella concezione dell’urbanistica come mera tecnica asservita alla politica, e quindi nella presunzione che i tecnici dell’urbanistica debbano essere disponibili a sottoscrivere qualsivoglia scelta politica. La “scelta politica”, è stato scritto, troppo spesso diventa una parola magica che legittima ogni operazione. E la specificità tecnica si dissolve nella mediazione degli interessi, che pure sbiadiscono quanto a stabili riferimenti ideologici. 
A mio avviso, l’urbanista non può essere un soldato di ventura. Dev’essere portatore, non può non essere portatore e garante di una propria concezione, etica, estetica e culturale: politica, se volete. Il modello perfetto si realizza quando la committenza pubblica è animata dalle stesse concezioni dell’urbanista chiamato a collaborare alla formazione di un Piano. Succede molto raramente. Il più delle volte, va bene se si raggiunge un rispettabile compromesso. Serve  un amministratore che unisca alle migliori doti della tradizione  una rara sensibilità per i problemi dell’ambiente.


Il comitato dovra spingere  con il sindaco e con l’amministrazione che non si è stretta su presupposti ideologici, ma su aspetti molto concreti. In primo luogo, si dovra affrontare come minimizzare, o meglio azzerare, il consumo del suolo; in secondo luogo, come definire il ruolo di Laglio nell’area metropolitana comasca e intelvese. 

 programmatica e il consumo di suolo
Cominciamo dal consumo del suolo

In assenza di una direttiva da parete del consiglio che non fissa i punti gli obiettivi generali e specifici del piano:
mi vedo costretto a chiedere solidarietà sui temi
1. conservazione e salvaguardia del territorio ;
2. difesa e promozione dello sviluppo delle attività agricole e zootecniche; 
3. riqualificazione delle aree dimesse alte con l’obiettivo di immetterle nuovamente nel mercato, anche destinandole ad altri usi ma governandone la trasformazione; disegnare, cioè, uno sviluppo urbano senza ulteriore consumo di territorio aperto;
4. incentivazione dello sviluppo economico-produttivo, in particolare dei settori turistico - ricettivo, artigianale, commerciale e del terziario avanzato, anche attraverso il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, tenendo conto della condizione di Laglio come parte di una più vasta area metropolitana;
5. riqualificazione del tessuto urbano tramite la sua riprogettazione, al fine di migliorare la qualità della vita e dell’ambiente;
6. recupero delle aree urbane interstiziali e loro restituzione a spazi aperti fruibili dai cittadini;
7. valorizzazione delle emergenze architettoniche, ambientali e naturalistiche nel contesto più ampio dell’area comasca e  lariana in particolare.
8. proposta di valorizzazione delle rive del lago  per qualità della vita dei residenti con moderate e condivise  aperture al turismo 
A un patto , senza impatto nel senso più ampio del termine.

Al insegna del bello e formidabile ricchezza paesaggistica culturale della zona , che è un tutt’uno di anime e  cittadini e territorio
Basta occuparsi di territorio come fossero solo dei mattoni 

Territorio come parte di carne , anima e intelletto un corpo solo con la società  
Forse antico</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre stato convinto che l’urbanistica sia una parte della politica, o meglio, un’attività connaturata alla politica. Per urbanistica qui intendo la formazione degli atti di governo del territorio, in particolare il futuro pgt, che continua a essere, almeno a laglio, un caposaldo nel quadro dei poteri comunali. In questo, l’urbanistica è diversa dall’architettura. Per un architetto è d’importanza vitale disporre, nei confronti del committente, di sostanziali margini di autonomia nella concezione formale dell’opera, essendo la forma la ragione essenziale della professione di architetto. Al contrario, nel caso dell’urbanistica, l’autonomia del progettista di un Piano nei confronti della committenza istituzionale è, secondo me, un errore. Spesso irrimediabile. Errore opposto, ancora più grave e molto più diffuso, sta nella concezione dell’urbanistica come mera tecnica asservita alla politica, e quindi nella presunzione che i tecnici dell’urbanistica debbano essere disponibili a sottoscrivere qualsivoglia scelta politica. La “scelta politica”, è stato scritto, troppo spesso diventa una parola magica che legittima ogni operazione. E la specificità tecnica si dissolve nella mediazione degli interessi, che pure sbiadiscono quanto a stabili riferimenti ideologici.<br />
A mio avviso, l’urbanista non può essere un soldato di ventura. Dev’essere portatore, non può non essere portatore e garante di una propria concezione, etica, estetica e culturale: politica, se volete. Il modello perfetto si realizza quando la committenza pubblica è animata dalle stesse concezioni dell’urbanista chiamato a collaborare alla formazione di un Piano. Succede molto raramente. Il più delle volte, va bene se si raggiunge un rispettabile compromesso. Serve  un amministratore che unisca alle migliori doti della tradizione  una rara sensibilità per i problemi dell’ambiente.</p>
<p>Il comitato dovra spingere  con il sindaco e con l’amministrazione che non si è stretta su presupposti ideologici, ma su aspetti molto concreti. In primo luogo, si dovra affrontare come minimizzare, o meglio azzerare, il consumo del suolo; in secondo luogo, come definire il ruolo di Laglio nell’area metropolitana comasca e intelvese. </p>
<p> programmatica e il consumo di suolo<br />
Cominciamo dal consumo del suolo</p>
<p>In assenza di una direttiva da parete del consiglio che non fissa i punti gli obiettivi generali e specifici del piano:<br />
mi vedo costretto a chiedere solidarietà sui temi<br />
1. conservazione e salvaguardia del territorio ;<br />
2. difesa e promozione dello sviluppo delle attività agricole e zootecniche;<br />
3. riqualificazione delle aree dimesse alte con l’obiettivo di immetterle nuovamente nel mercato, anche destinandole ad altri usi ma governandone la trasformazione; disegnare, cioè, uno sviluppo urbano senza ulteriore consumo di territorio aperto;<br />
4. incentivazione dello sviluppo economico-produttivo, in particolare dei settori turistico - ricettivo, artigianale, commerciale e del terziario avanzato, anche attraverso il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, tenendo conto della condizione di Laglio come parte di una più vasta area metropolitana;<br />
5. riqualificazione del tessuto urbano tramite la sua riprogettazione, al fine di migliorare la qualità della vita e dell’ambiente;<br />
6. recupero delle aree urbane interstiziali e loro restituzione a spazi aperti fruibili dai cittadini;<br />
7. valorizzazione delle emergenze architettoniche, ambientali e naturalistiche nel contesto più ampio dell’area comasca e  lariana in particolare.<br />
8. proposta di valorizzazione delle rive del lago  per qualità della vita dei residenti con moderate e condivise  aperture al turismo<br />
A un patto , senza impatto nel senso più ampio del termine.</p>
<p>Al insegna del bello e formidabile ricchezza paesaggistica culturale della zona , che è un tutt’uno di anime e  cittadini e territorio<br />
Basta occuparsi di territorio come fossero solo dei mattoni </p>
<p>Territorio come parte di carne , anima e intelletto un corpo solo con la società<br />
Forse antico</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Comment on Benvenuti! by aguzzo  spesso</title>
		<link>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-14</link>
		<author>aguzzo  spesso</author>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2007 19:07:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-14</guid>
					<description>Da Montesquieu in avanti sappiamo che lo Stato è composto essenzialmente di due cose: territorio e popolazione (e un villano , tale Antico). Parlare di governo del territorio significa quindi affrontare all’incirca la metà delle cose di cui si deve occupare uno Stato. Non è poco. Aver portato, con la modifica del titolo V della Costituzione, la dizione “governo del territorio” al posto della dizione “urbanistica” è veramente una rivoluzione copernicana. Vuol dire aver preso atto che non esiste una separata possibilità, non dico di governare, ma neppure di incidere sulle modificazioni fisiche, diciamo pure edilizie, del territorio, senza interferire con tutta l’enorme complessità del territorio antropizzato, quello con cui l’uomo si deve relazionare.
Da amante o da principiante
 Aver parlato di governo del territorio nella sua interezza vuol dire aver accettato che qualunque comportamento non responsabile della comunità insediata (o anche della comunità transeunte) sul territorio si riverbera su tutte le altre attività, su tutti gli altri modi di essere dell’uomo sul territorio.(se un territorio sterilizza la cultura a vagheggio volontaristico ai voghia a riempirlo di tecnicismo) 
Faccio un esempio paradossale: una delle cose gli aspetti naturalistici del territorio  è la presenza rilevante di mosche e zanzare,e l’assenza di rondini. Ecco, se il piano strutturale fra i suoi compiti non si ponesse anche quello di stabilire un principio di convivenza equa tra mosche e il resto della fauna presente nel territorio , probabilmente molti problemi urbanistici potrebbero essere, come dire, risolti alla radice, con l’esodo in massa della popolazione e quindi lo stop ad alcuni programmi di infrastrutturazione che tanto ci angustiano in questo momento. 
Parlare di governo del territorio vuol dire, ancora, affrontare tutte le componenti di un territorio, e quindi prima di tutto conoscerle. Individuare le regole di una convivenza equilibrata della componente geologica con quella sismica, l’idraulica, la floristica, la faunistica, col patrimonio culturale, con lo stesso modo di essere della comunità umana sul territorio. E assumerle in uno vademecum del territorio, cioè in una “carta solidale” di quel luogo, che dice a quali condizioni esso può mantenere nel tempo le proprie straordinarie caratteristiche, che sono diverse da territorio a territorio, e a quali condizioni può anche svilupparsi, senza contraddire il sistema di risorse che ne fa un unicum. 
La Legge regionale 12/2005 ha avuto il merito (questi concetti erano in luce magari sotto cappa ) di stabilire con estrema chiarezza che per ciascuno dei tre Enti che hanno responsabilità di governo del territorio (Regione, Provincia, Comune) esiste un doppio livello dell’azione: il livello che definisce i principi e che si identifica con il corrispondente strumento di pianificazione territoriale; e quello che invece definisce i modi del governo, e che corrisponde agli atti di governo del territorio. Abbiamo quindi un’individuazione molto più precisa che per il passato, del ruolo e dei compiti del piano di indirizzo territoriale (a livello regionale), del piano territoriale di coordinamento (a livello provinciale), e del piano strutturale (a livello del Comune). Non posso ora soffermarmi sul fatto che questi tre strumenti, in maniera veramente innovativa, stanno tra di loro in rapporto dialettico. Cioè si sostengono, si integrano e si arricchiscono l’uno con l’altro, rimanendo sempre strumenti di pianificazione territoriale. 
Ma torniamo sugli atti del governo del territorio, quei procedimenti e strumenti, che consentono alla collettività, attraverso le autorità che la rappresentano, di interagire con i processi che via via dal territorio si originano. Il congegno che è stato immaginato dal legislatore, infatti, è di questo tipo: a ciascuno strumento di pianificazione territoriale, per i tre livelli individuati, corrisponde una filiazione di più atti di governi del territorio, ciascuno dei quali copre un preciso settore di interazione fra autorità pubblica e processi. 
Anzitutto c’è un rapporto dialettico tra fermezza dello strumento e duttilità dell’atto. Per definizione lo strumento di pianificazione territoriale è fermo, nel senso che non solo 
stabilisce dei principi e degli indirizzi non scavalcabili o, in alcuni casi, non negoziabili, ma è anche difficilissimo da modificare, cioè ha una fermezza derivante ad una calcolata difficoltà di modificazione. È infatti accentuatamente faticosa la procedura di variante. Viceversa l’atto di governo del territorio per definizione è duttile, cioè non soltanto ricerca le forme più efficaci per interagire con i processi, ma è facilmente modificabile, sempre nel rispetto dello strumento di pianificazione. 
La seconda dialettica si determina tra la generalità dello strumento e la specialità dell’atto. Mentre lo strumento di pianificazione territoriale si preoccupa di definire il modo attraverso cui possono stare insieme tutte le componenti del territorio, l’atto di governo è quello che si preoccupa di coprire una determinata specialità dei processi con cui interagisce. Nel caso del regolamento urbanistico, per esempio, la specialità è quella più propriamente urbanistica; ma ce n’è anche una dell’uso del tempo in connessione con lo spazio (il cosiddetto piano dei tempi e degli orari e io giungerei un patto con il territorio), una del piano della mobilità, una del piano delle risorse ambientali; e così via. 
Una terza dialettica è quella tra il lungo termine dello strumento di pianificazione ed il breve e medio termine dell’atto.
Ed infine c’è una quarta dialettica, come dire, ontologica. Lo strumento di pianificazione è per definizione uno strumento di alto regime, cioè che indica in forma volutamente alta, generale, quali sono gli scenari, gli obbiettivi, i percorsi. Ma non entra mai nello specifico, proprio per non essere facilmente contraddetto da un ostacolo che la processualità degli eventi metterà sulla sua strada. Viceversa l’atto di governo del territorio è per definizione uno strumento di dettaglio, anzi qualunque atto di governo del territorio è fondamentalmente più dettagliato di quanto non fosse, ad esempio, il vecchio piano regolatore. 
L’insieme di queste condizioni porta ad una conclusione abbastanza sorprendente. Nella dialettica tra strumenti della pianificazione territoriale e atti di governo del territorio, per l’urbanistica si apre una nuova legittimazione disciplinare. Prima della Legge regionale , l’urbanistica era stata chiamata a farsi carico, ma con gli strumenti dell’urbanistica, quindi con delle armi assolutamente improprie, di trovare le vie per affrontare l’intera gamma delle complessità del territorio. Era cioè stato chiesto all’urbanistica di garantire l’equilibrio ambientale attraverso gli indici di edificazione, di garantire la qualità del territorio attraverso gli standard, di garantire l’identità territoriale attraverso le altezze massime, e potremmo elencare così all’infinito. Tutto questo, nel generoso sforzo di molti urbanisti di far fronte alle richieste della collettività in questa direzione, aveva portato ad una sostanziale delegittimazione dell’urbanistica in quanto disciplina specifica delle trasformazioni “costruite” della città e ni paesi, e ad un’esaltazione dell’urbanistica in quanto pratica interdisciplinare. E, aggiungo, all’ingiusto oscuramento di tanti meriti disciplinari dell’urbanistica, che in alcuni casi ha portato ad ottimi esiti di trasformazione fisica del territorio. 
Avere assicurato oggi, con la nuova legge, che il problema degli equilibri e dei giusti indirizzi per il sistema territoriale complessivo, e in particolare per il sistema ambientale nel territorio, venga garantito attraverso il piano strutturale (nel caso del Comune) o attraverso gli altri strumenti della pianificazione territoriale per le diverse competenze, significa aver creato nell’atto di governo specificamente urbanistico, cioè nel regolamento urbanistico, un nuovo spazio disciplinare per il quale l’urbanistica potrà tornare ad essere, in tranquillità di ruoli, soltanto se stessa. Si apre così la possibilità di formare gli atti di governo del territorio ed in particolare gli atti urbanistici di governo del territorio, cioè il regolamento urbanistico, i programmi complessi di intervento, i piani attuativi, appunto come atti di governo urbanistico, cioè non avendo paura di misurarsi con la processualità 

in maniera frontale, non attraverso lo schermo di un’astrattezza, di una generalità dei provvedimenti, che per forza di circostanze doveva essere la divisa del piano regolatore. 
Avremo quindi la possibilità di cogliere, o di raccogliere, le propensioni del territorio e di coglierle nei tempi in cui possono essere raccolte; di contrastare gli assalti nel momento in cui si manifestano, di pausare o accelerare i processi a seconda del momento che sta attraversando la comunità, di perequare i vantaggi e gli svantaggi della trasformazione. 
Io credo che con questa nuova collocazione dell’atto di governo urbanistico del territorio rispetto al sistema complessivo della pianificazione territoriale, si aprano delle frontiere che tutti noi, liberi professionisti e agricoltori filosofi, dobbiamo essere pronti ad attraversare. Perché se il quadro nazionale ci aiuterà, cioè se la riforma della legge urbanistica nazionale ce ne darà le condizioni, potremo toccare traguardi assolutamente inediti nella gestione urbanistica del territorio, soprattutto nei confronti della schiacciante prevalenza economica della rendita nei processi di trasformazione; l’impennata che hanno avuto negli ultimi anni, dopo l’11 settembre, cioè dopo l’improvvisa sterzata del risparmio verso il settore immobiliare, i prezzi degli immobili e l’impotenza pubblica ad esercitare qualunque controllo sul corso di questo fiume di risorse, ha reso ormai indifferibile un intervento nel settore. 
Ripeto secondo te con questa dialettica ,si esprime il dolce far niente ,o si copre la lacerante verità , senza soldi e idee , meglio far niente.
Forse antico</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da Montesquieu in avanti sappiamo che lo Stato è composto essenzialmente di due cose: territorio e popolazione (e un villano , tale Antico). Parlare di governo del territorio significa quindi affrontare all’incirca la metà delle cose di cui si deve occupare uno Stato. Non è poco. Aver portato, con la modifica del titolo V della Costituzione, la dizione “governo del territorio” al posto della dizione “urbanistica” è veramente una rivoluzione copernicana. Vuol dire aver preso atto che non esiste una separata possibilità, non dico di governare, ma neppure di incidere sulle modificazioni fisiche, diciamo pure edilizie, del territorio, senza interferire con tutta l’enorme complessità del territorio antropizzato, quello con cui l’uomo si deve relazionare.<br />
Da amante o da principiante<br />
 Aver parlato di governo del territorio nella sua interezza vuol dire aver accettato che qualunque comportamento non responsabile della comunità insediata (o anche della comunità transeunte) sul territorio si riverbera su tutte le altre attività, su tutti gli altri modi di essere dell’uomo sul territorio.(se un territorio sterilizza la cultura a vagheggio volontaristico ai voghia a riempirlo di tecnicismo)<br />
Faccio un esempio paradossale: una delle cose gli aspetti naturalistici del territorio  è la presenza rilevante di mosche e zanzare,e l’assenza di rondini. Ecco, se il piano strutturale fra i suoi compiti non si ponesse anche quello di stabilire un principio di convivenza equa tra mosche e il resto della fauna presente nel territorio , probabilmente molti problemi urbanistici potrebbero essere, come dire, risolti alla radice, con l’esodo in massa della popolazione e quindi lo stop ad alcuni programmi di infrastrutturazione che tanto ci angustiano in questo momento.<br />
Parlare di governo del territorio vuol dire, ancora, affrontare tutte le componenti di un territorio, e quindi prima di tutto conoscerle. Individuare le regole di una convivenza equilibrata della componente geologica con quella sismica, l’idraulica, la floristica, la faunistica, col patrimonio culturale, con lo stesso modo di essere della comunità umana sul territorio. E assumerle in uno vademecum del territorio, cioè in una “carta solidale” di quel luogo, che dice a quali condizioni esso può mantenere nel tempo le proprie straordinarie caratteristiche, che sono diverse da territorio a territorio, e a quali condizioni può anche svilupparsi, senza contraddire il sistema di risorse che ne fa un unicum.<br />
La Legge regionale 12/2005 ha avuto il merito (questi concetti erano in luce magari sotto cappa ) di stabilire con estrema chiarezza che per ciascuno dei tre Enti che hanno responsabilità di governo del territorio (Regione, Provincia, Comune) esiste un doppio livello dell’azione: il livello che definisce i principi e che si identifica con il corrispondente strumento di pianificazione territoriale; e quello che invece definisce i modi del governo, e che corrisponde agli atti di governo del territorio. Abbiamo quindi un’individuazione molto più precisa che per il passato, del ruolo e dei compiti del piano di indirizzo territoriale (a livello regionale), del piano territoriale di coordinamento (a livello provinciale), e del piano strutturale (a livello del Comune). Non posso ora soffermarmi sul fatto che questi tre strumenti, in maniera veramente innovativa, stanno tra di loro in rapporto dialettico. Cioè si sostengono, si integrano e si arricchiscono l’uno con l’altro, rimanendo sempre strumenti di pianificazione territoriale.<br />
Ma torniamo sugli atti del governo del territorio, quei procedimenti e strumenti, che consentono alla collettività, attraverso le autorità che la rappresentano, di interagire con i processi che via via dal territorio si originano. Il congegno che è stato immaginato dal legislatore, infatti, è di questo tipo: a ciascuno strumento di pianificazione territoriale, per i tre livelli individuati, corrisponde una filiazione di più atti di governi del territorio, ciascuno dei quali copre un preciso settore di interazione fra autorità pubblica e processi.<br />
Anzitutto c’è un rapporto dialettico tra fermezza dello strumento e duttilità dell’atto. Per definizione lo strumento di pianificazione territoriale è fermo, nel senso che non solo<br />
stabilisce dei principi e degli indirizzi non scavalcabili o, in alcuni casi, non negoziabili, ma è anche difficilissimo da modificare, cioè ha una fermezza derivante ad una calcolata difficoltà di modificazione. È infatti accentuatamente faticosa la procedura di variante. Viceversa l’atto di governo del territorio per definizione è duttile, cioè non soltanto ricerca le forme più efficaci per interagire con i processi, ma è facilmente modificabile, sempre nel rispetto dello strumento di pianificazione.<br />
La seconda dialettica si determina tra la generalità dello strumento e la specialità dell’atto. Mentre lo strumento di pianificazione territoriale si preoccupa di definire il modo attraverso cui possono stare insieme tutte le componenti del territorio, l’atto di governo è quello che si preoccupa di coprire una determinata specialità dei processi con cui interagisce. Nel caso del regolamento urbanistico, per esempio, la specialità è quella più propriamente urbanistica; ma ce n’è anche una dell’uso del tempo in connessione con lo spazio (il cosiddetto piano dei tempi e degli orari e io giungerei un patto con il territorio), una del piano della mobilità, una del piano delle risorse ambientali; e così via.<br />
Una terza dialettica è quella tra il lungo termine dello strumento di pianificazione ed il breve e medio termine dell’atto.<br />
Ed infine c’è una quarta dialettica, come dire, ontologica. Lo strumento di pianificazione è per definizione uno strumento di alto regime, cioè che indica in forma volutamente alta, generale, quali sono gli scenari, gli obbiettivi, i percorsi. Ma non entra mai nello specifico, proprio per non essere facilmente contraddetto da un ostacolo che la processualità degli eventi metterà sulla sua strada. Viceversa l’atto di governo del territorio è per definizione uno strumento di dettaglio, anzi qualunque atto di governo del territorio è fondamentalmente più dettagliato di quanto non fosse, ad esempio, il vecchio piano regolatore.<br />
L’insieme di queste condizioni porta ad una conclusione abbastanza sorprendente. Nella dialettica tra strumenti della pianificazione territoriale e atti di governo del territorio, per l’urbanistica si apre una nuova legittimazione disciplinare. Prima della Legge regionale , l’urbanistica era stata chiamata a farsi carico, ma con gli strumenti dell’urbanistica, quindi con delle armi assolutamente improprie, di trovare le vie per affrontare l’intera gamma delle complessità del territorio. Era cioè stato chiesto all’urbanistica di garantire l’equilibrio ambientale attraverso gli indici di edificazione, di garantire la qualità del territorio attraverso gli standard, di garantire l’identità territoriale attraverso le altezze massime, e potremmo elencare così all’infinito. Tutto questo, nel generoso sforzo di molti urbanisti di far fronte alle richieste della collettività in questa direzione, aveva portato ad una sostanziale delegittimazione dell’urbanistica in quanto disciplina specifica delle trasformazioni “costruite” della città e ni paesi, e ad un’esaltazione dell’urbanistica in quanto pratica interdisciplinare. E, aggiungo, all’ingiusto oscuramento di tanti meriti disciplinari dell’urbanistica, che in alcuni casi ha portato ad ottimi esiti di trasformazione fisica del territorio.<br />
Avere assicurato oggi, con la nuova legge, che il problema degli equilibri e dei giusti indirizzi per il sistema territoriale complessivo, e in particolare per il sistema ambientale nel territorio, venga garantito attraverso il piano strutturale (nel caso del Comune) o attraverso gli altri strumenti della pianificazione territoriale per le diverse competenze, significa aver creato nell’atto di governo specificamente urbanistico, cioè nel regolamento urbanistico, un nuovo spazio disciplinare per il quale l’urbanistica potrà tornare ad essere, in tranquillità di ruoli, soltanto se stessa. Si apre così la possibilità di formare gli atti di governo del territorio ed in particolare gli atti urbanistici di governo del territorio, cioè il regolamento urbanistico, i programmi complessi di intervento, i piani attuativi, appunto come atti di governo urbanistico, cioè non avendo paura di misurarsi con la processualità </p>
<p>in maniera frontale, non attraverso lo schermo di un’astrattezza, di una generalità dei provvedimenti, che per forza di circostanze doveva essere la divisa del piano regolatore.<br />
Avremo quindi la possibilità di cogliere, o di raccogliere, le propensioni del territorio e di coglierle nei tempi in cui possono essere raccolte; di contrastare gli assalti nel momento in cui si manifestano, di pausare o accelerare i processi a seconda del momento che sta attraversando la comunità, di perequare i vantaggi e gli svantaggi della trasformazione.<br />
Io credo che con questa nuova collocazione dell’atto di governo urbanistico del territorio rispetto al sistema complessivo della pianificazione territoriale, si aprano delle frontiere che tutti noi, liberi professionisti e agricoltori filosofi, dobbiamo essere pronti ad attraversare. Perché se il quadro nazionale ci aiuterà, cioè se la riforma della legge urbanistica nazionale ce ne darà le condizioni, potremo toccare traguardi assolutamente inediti nella gestione urbanistica del territorio, soprattutto nei confronti della schiacciante prevalenza economica della rendita nei processi di trasformazione; l’impennata che hanno avuto negli ultimi anni, dopo l’11 settembre, cioè dopo l’improvvisa sterzata del risparmio verso il settore immobiliare, i prezzi degli immobili e l’impotenza pubblica ad esercitare qualunque controllo sul corso di questo fiume di risorse, ha reso ormai indifferibile un intervento nel settore.<br />
Ripeto secondo te con questa dialettica ,si esprime il dolce far niente ,o si copre la lacerante verità , senza soldi e idee , meglio far niente.<br />
Forse antico</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Comment on Benvenuti! by aguzzo  spesso</title>
		<link>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-13</link>
		<author>aguzzo  spesso</author>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2007 15:15:54 +0000</pubDate>
		<guid>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-13</guid>
					<description>"Non c’e’ da meravigliarsi se il sondaggio  denuncia una profonda sfiducia dei cittadini, quasi il 65%, nei confronti di questo direttivo non ha fatto altro che deludere i cittadini, anche quelli che li hanno votati". Lo ha affermato il singolo  e il gruppo e ogni soggetto interessato. "Il finto cambiamento proposto con la sceneggiata del lavoriamo per il futuro  non convince nessuno. La politica che nei fatti vediamo continua ad essere quella dell’invidia sociale e dell’odio politico, che ritroviamo sempre alla base delle loro azioni. La differenza tra noi e loro e’ che noi non abbiamo paura di difendere i valori in cui crediamo che si basano sull’amore, il rispetto della vita e della liberta’ dell ambiente La stessa cosa non si puo’ dire che stiano facendo gli eletti che questi valori, di cui spesso si ergono a paladini, nei fatti rinnegano puntualmente. 

i cittadini continuano ad affermarlo da i mesi e questi sondaggi ne sono la dimostrazione: non puo’ essere credibile un Governo locale  che antepone gli interessi di pochi a quelli della tradizione, da tutti tanto amata e rispettata come nucleo fondante della societa’, la necessita’ di riconoscere tramite il rispetto dell’ ambiente altre forme alternative di sviluppo possibile. Continuando su questa strada soccomberanno da soli con le loro contraddizioni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non c’e’ da meravigliarsi se il sondaggio  denuncia una profonda sfiducia dei cittadini, quasi il 65%, nei confronti di questo direttivo non ha fatto altro che deludere i cittadini, anche quelli che li hanno votati&#8221;. Lo ha affermato il singolo  e il gruppo e ogni soggetto interessato. &#8220;Il finto cambiamento proposto con la sceneggiata del lavoriamo per il futuro  non convince nessuno. La politica che nei fatti vediamo continua ad essere quella dell’invidia sociale e dell’odio politico, che ritroviamo sempre alla base delle loro azioni. La differenza tra noi e loro e’ che noi non abbiamo paura di difendere i valori in cui crediamo che si basano sull’amore, il rispetto della vita e della liberta’ dell ambiente La stessa cosa non si puo’ dire che stiano facendo gli eletti che questi valori, di cui spesso si ergono a paladini, nei fatti rinnegano puntualmente. </p>
<p>i cittadini continuano ad affermarlo da i mesi e questi sondaggi ne sono la dimostrazione: non puo’ essere credibile un Governo locale  che antepone gli interessi di pochi a quelli della tradizione, da tutti tanto amata e rispettata come nucleo fondante della societa’, la necessita’ di riconoscere tramite il rispetto dell’ ambiente altre forme alternative di sviluppo possibile. Continuando su questa strada soccomberanno da soli con le loro contraddizioni</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Comment on Benvenuti! by aguzzo  spesso</title>
		<link>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-12</link>
		<author>aguzzo  spesso</author>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2007 14:59:37 +0000</pubDate>
		<guid>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-12</guid>
					<description>grazie di esistere

un noto presidente diceva

non chiedetemi cosa può fare il comitato per te ,ma cosa puoi fare tu per Laglio.

rimbocchiamoci le maniche , prendiamo questa sfida con la serietà dovuta ,con simpatia con entusiasmo.

e con il numero sempre più alto di soci , (ogni giorno più grande), faremo grandi cose

primo non rompere:

secondo presidiare

pensare

ascoltare

informare

e come di incalto  eseguire ,rendondo felici i lagliesi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie di esistere</p>
<p>un noto presidente diceva</p>
<p>non chiedetemi cosa può fare il comitato per te ,ma cosa puoi fare tu per Laglio.</p>
<p>rimbocchiamoci le maniche , prendiamo questa sfida con la serietà dovuta ,con simpatia con entusiasmo.</p>
<p>e con il numero sempre più alto di soci , (ogni giorno più grande), faremo grandi cose</p>
<p>primo non rompere:</p>
<p>secondo presidiare</p>
<p>pensare</p>
<p>ascoltare</p>
<p>informare</p>
<p>e come di incalto  eseguire ,rendondo felici i lagliesi</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Comment on Benvenuti! by pinco pallino</title>
		<link>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-11</link>
		<author>pinco pallino</author>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2007 19:38:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://rivedilaglio.com/2007/04/06/benvenuti/#comment-11</guid>
					<description>festa di san giorgio a laglio
sceso in campo comitato 
 che classe
massaggi precisi
supporti fotografici e fotomantaggi semplici ma efficaci

buona dialettica
messaggio venduto come miele

ha qualche d'uno è andato di traverso , ma amen

Manu pensaci tu.

grazie a tutti 
i risultati migliori si hanno quando scende in campo una grande squadra
un po riottosa nei preliminari
formidabile sul campo

imbattibile  , bindata , operazione di salvataggio delle rive

prima uscita  vincente
quando la prossima?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>festa di san giorgio a laglio<br />
sceso in campo comitato<br />
 che classe<br />
massaggi precisi<br />
supporti fotografici e fotomantaggi semplici ma efficaci</p>
<p>buona dialettica<br />
messaggio venduto come miele</p>
<p>ha qualche d&#8217;uno è andato di traverso , ma amen</p>
<p>Manu pensaci tu.</p>
<p>grazie a tutti<br />
i risultati migliori si hanno quando scende in campo una grande squadra<br />
un po riottosa nei preliminari<br />
formidabile sul campo</p>
<p>imbattibile  , bindata , operazione di salvataggio delle rive</p>
<p>prima uscita  vincente<br />
quando la prossima?</p>
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