16
Mar
09

le bugie hanno le gambe corte di certi sindaci

l’intervista

darko Pandakovic docente di Architettura del paesaggio «Chi chiede mattoni
lo fa per garantirsi
un investimento»

«Altro che rilanciare l’economia, chi propone più cemento lo fa solo per potersi garantire qualche investimento sicuro, visto che il mattone ormai ha preso il posto delle azioni».
Darko Pandakovic, docente di Architettura del paesaggio al Politecnico di Milano, definisce «splendido» il blitz tentato due sere fa in consiglio provinciale da Forza Italia: «Il partito ha mostrato il suo vero volto, forse speravano di togliere anche quelle poche tutele garantite oggi dal Piano territoriale».

Ma, Pandakovic, lei è anche sindaco (di Brunate). Tanti primi cittadini si dicono costretti a fare cassa con gli oneri di urbanizzazione per poter realizzare opere pubbliche.

Sono solo scuse, è un modo per giustificare certi scempi. In realtà gli oneri non bastano nemmeno a garantire i servizi connessi alle nuove edificazioni.

Forza Italia ha giustificato la proposta di revisione del piano territoriale con «la grave situazione economica» e «la crisi che ha investito il settore edilizio». Non le sembrano motivi validi?

No. Non c’è bisogno di nuove residenze, Como è piena di appartamenti sfitti. Per non parlare di Garzola, dove tante case non sono state nemmeno finite perché non riescono a venderle. Eppure hanno cementificato tutto.

Come spiega, allora, il tentativo di Forza Italia?

Ho accolto il blitz con grande soddisfazione, perché finalmente la verità è venuta a galla. Il partito ci ha provato, per fortuna gli stessi alleati si sono tirati indietro, è sembrato troppo anche a loro. Il tentativo, d’altra parte, è stato fatto in modo spudorato. Mi pare che siano mossi solo dal disperato desiderio di far guadagnare qualcuno.

A chi si riferisce?

Grosse imprese e investitori. Il mattone è diventato un bene rifugio anche per i big, che non possono più investire in azioni e puntano sul cemento.

Non le è parsa, insomma, una mossa dettata dalla volontà di mitigare gli effetti della crisi.

Direi proprio di no. Non si può pensare di risolvere tutto con le gru, costruire in questa fase non è vantaggioso nemmeno in termini economici. E non vedo quali vantaggi porterebbe il cemento alle comunità locali.

Gli oneri di urbanizzazione, però, fanno gola ai sindaci.

Qualcuno utilizza la scusa delle casse vuote per spiegare il sì a certe edificazioni. Ma è una giustificazione che non regge. In realtà gli oneri non bastano nemmeno a garantire l’attivazione dei servizi connessi alle nuove residenze.

Michele Sada

15/03/2009


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